Orsi e Sarfatti, fra classicismo e modernità
4 Ottobre 2018

Orsi e Sarfatti, fra classicismo e modernità è il titolo dell’installazione curata da Osvaldo Maffei ed esposta nella sala bar del Teatro Zandonai per tutta la durata della Rassegna del Cinema Archeologico, dal 2 al 6 ottobre 2018.

Centro dell’opera sono i calchi di monete antiche che l’archeologo roveretano Paolo Orsi donò a Margherita Sarfatti, giornalista, critica d’arte e promotrice dell’arte italiana, custoditi nei depositi del Mart. Alcune di queste monete potrebbero appartenere al lascito Paolo Orsi, conservato alla Fondazione Museo Civico di Rovereto. Per l’allestimento è utilizzata una vetrina proveniente dai depositi della Fondazione, probabilmente progettata in origine per contenere i cimeli di Riccardo Zandonai, a cui il Teatro è intitolato. I calchi sono esposti in modo da evocare i salotti eleganti dei teatri di un tempo, destinati al ristoro negli intervalli fra uno spettacolo e l’altro. 

Mercoledì 3 ottobreFranco Nicolis, responsabile dell’Ufficio Beni Archeologici della Provincia Autonoma di Trento, presenterà l’opera nello spazio #dachepulpito, che prevede l’aperitivo con i protagonisti della Rassegna presso la sala bar del Teatro Zandonai, con vini offerti da Cantina Vivallis.

L’installazione sottolinea principalmente il rapporto fra Sarfatti e Orsi, due personaggi diversi, che però ebbero un probabile rapporto, testimoniato anche dallo scambio epistolare, in virtù della loro passione per la cultura e la ricerca. Si può parlare allora di ‘poetica delle relazioni’, un aspetto che può sfuggire a esperti e storici, ma emerge in contesti multidisciplinari e in forme sorprendenti. Da rilevare inoltre il tema del calco di un manufatto, che ha alle sue origini una matrice originale reale, e che può essere inteso quindi non solo dal punto di vista storico, ma anche artistico, come rappresentazione del reale. 

www./rassegnaintcinemaarcheologico.it

Foto Graziano Galvagni